Campi nomadi, dove andranno?

Ancora non si definiscono le aeree che dovranno accoglierli. Alemanno chiede collaborazione, Caradonna: “nel V Municipio si rischia un collasso socio-sanitario”

 

“Realizzeremo tre campi da quattrocento persone l’uno, saranno pronti in sei o otto mesi a partire da quando il prefetto ci darà il via.”
Lo ha affermato l’assessore alle politiche sociali Sveva Belviso nel recente incontro con il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro con i presidenti dei municipi e con i sindaci dell’hinterland della Capitale per cercare di trovare una soluzione definiva e il più possibile concordata alle problematiche legate agli insediamenti nomadi censiti nella Capitale e per individuare aree idonee alla realizzazione di campi attrezzati in aree delocalizzate della città.

Gran parte degli amministratori dei comuni della provincia si sono detti contrari del tutto che dei rom vadano a vivere a due passi dalle loro abitazioni, specialmente senza garanzie speciali per quanto riguarda la sicurezza. Il sindaco Gianni Alemanno ha dichiarato che non è una bella cosa che i Comuni  si mobilitino solo contro ed ha invitato gli amministratori a dare il  buon esempio alla popolazione “perche’ questi campi  da qualche parte andranno fatti”.

Alemanno ha precisato poi che “ci vuole un ragionamento comune e  partecipato per individuare le aree piu’ idonee, anche perche’  questi campi non saranno come quelli vecchi: non saranno dei  luoghi di illegalità disordine e degrado, ma molto ben  organizzati e con una grande attenzione all’integrazione e alla  legalita”. Ha poi aggiunto che in ogni caso il 22 gennaio finisce la richiesta  di interpello del Prefetto Pecoraro che essendo commissario per l’emergenza nomadi a breve deciderà il  piano ed attiverà tutte le procedure necessarie per lo  sgombero del Casilino 900, il primo dei sei campi rom che verranno smantellati in città e spostati fuori dal GRA.

Il Consigliere capitolino del Pdl, Fabrizio Santori, Presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma, in merito all’incontro  in Prefettura per l’individuazione delle aree dove dislocare gli insediamenti ha dichiarato: “L’incontro  rappresenta un primo e importante passo avanti verso la delocalizzazione fuori dai centri abitati degli insediamenti presenti nella Capitale. L’obiettivo, in linea con quanto  previsto dal Ministero dell’Interno, è infatti quello di procedere entro giugno 2009 alla chiusura dei campi nomadi abusivi.

Le nuove aree attrezzate per l’accoglienza dei nomadi devono essere poste fuori dai centri abitati. Per questo motivo ritengo siano legittime le richieste dei Sindaci dell’hinterland e dei Presidenti dei Municipi di aumentare i requisiti di sicurezza sui territori indicati quali siti idonei. Apprezziamo la volontà del Prefetto di procedere attraverso un confronto costruttivo prima di arrivare alla decisione finale, che comunque spetta a lui anche in veste di Commissario Straordinario per l’emergenza Rom”.

Castel di Guido e Settecamini sono tra le 20 aree che il comune ha individuato (tutte al di fuori del raccordo) e sono contenute nel Piano da realizzare in due anni consegnato al prefetto: “si tratta di una scelta fatta non con criteri politici,  ma tecnici, come le dimensioni e la vicinanza a servizi come le  scuole” ha affermato l’assessore alle Politiche sociali  Belviso.

L’assessore ha aggiunto inoltre che le aeree individuate sono “per  la maggior parte di proprietà comunali: una scelta presa per  non pagare ulteriori affitti come invece faceva la precedente  amministrazione”. Belviso ha spiegato che “nel comune di Roma  ci sono sette campi legali, circa 60 abusivi e 15 tollerati,  ovvero quelli di cui si e’ preso atto con una delibera comunale.  Tra questi 15 – ha proseguito – sei saranno smantellati per  problemi di sicurezza. Di questi ultimi in primo luogo c’e’  Casilino 900, poi Tor de’ Cenci, Foro Italico, Monachina, La  Martora e Boiardo”.

Il sindaco di Guidonia Filippo Lippiello si dichiara profondamente contrario all’insediamento dei rom in questa zona, e spera che il prefetto abbia presente che a  Guidonia per 81 mila abitanti non c’è un ospedale o un commissariato. 

Il presidente del V Municipio Ivano  Caradonna si è da subito attivato per opporsi duramente  allo spostamento di Casilino 900 a Settecamini: “se questo dovesse avvenire  il territorio del V Municipio, già oggi non in grado di assorbire la grande quantità di insediamenti regolari e non regolari esistenti (non ultimo l’insediamento vicinissimo in via di Salone), rischierebbe di andare incontro ad un’inevitabile situazione di collasso socio sanitario.  Collocare tale insediamento presso un’area che già oggi soffre di numerose problematiche legate proprio agli insediamenti già presenti, potrebbe compromettere l’opera di riqualificazione necessaria per questa parte di territorio.

Insomma ci si augura che il prefetto, nella valutazione dei terreni messi a disposizione, tenga conto delle condizioni in cui questi vertono per erogare i servizi necessari, e che alla fine della fiera, l’operazione  diventi davvero uno strumento per migliorare definitivamente la situazione senza trasformarsi solo in una manovra per spostare il problema dal centro alla periferia della città.

Valeria Falcioni

 Fonte: (tratto da www.locchio.com)

Campi nomadi, dove andranno?ultima modifica: 2009-01-25T10:51:00+01:00da mizio1267
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