Campi rom: i giorni di fuoco di Gianni Alemanno

Tutto è pronto, ma fuori dal GRA residenti sul piede di guerra. Berlusconi: più militari. L’ex prefetto Serra: serve integrazione

 

 

Siamo all’ultimo giro di boa. Il Comune di Roma sta per avviare la macchina tecnico-amministrativa per lo sgombero dei campi rom, tra cui il tristemente noto Casilino 900.

La situazione di quest’ultimo campo, ha infatti dichiarato il commissario europeo per i diritti umani Thomas Hammarberg in visita il 14 gennaio 2009, è peggiorata molto negli ultimi mesi e le misere condizioni in cui vivono le persone che vi abitano, senza cittadinanza e senza diritti, sono una vergogna per l’Europa. Durissime parole che rimbalzano in ogni angolo della città, suscitando critiche dall’opposizione e polemiche dalla maggioranza. Alemanno, dal canto suo, aveva rassicurato Hammarberg sulle buone intenzioni del Comune, al lavoro sulla questione da mesi, proclamando l’inizio imminente delle operazioni di sgombero.

Il prefetto Giuseppe Pecoraro – succeduto a Carlo Mosca nel novembre 2008 – ha indicato venti aree possibili per la nuova sistemazione dei campi. Settecamini e Castel di Guido le zone più gettonate, ma la situazione nell’hinterland romano è assai delicata. Già nei giorni scorsi decine di località e Comuni limitrofi al GRA avevano manifestato parere negativo sull’eventuale accoglienza di altri immigrati. Dai Castelli Romani il no! categorico è arrivato quasi in coro, così come l’area intorno Tivoli e a sud, verso Trigoria, Acilia e Casal Palocco.

La paura che altri immigrati trasformino il territorio in una zona di guerra è tanta, e in molti sono già scesi nelle piazze lanciando moniti severi alle amministrazioni locali. Qualche giorno fa Gianni Alemanno aveva chiesto proprio alle amministrazioni locali una collaborazione più attiva nella risoluzione del problema, garantendo un nuovo modello di campo rom più pulito, controllato e tranquillo. Ma i locali non vogliono sentire ragioni, intimando il sindaco di Roma a tenere per sé i propri problemi, senza scaricarli agli altri. E un secco voltafaccia è arrivato preventivamente anche dagli altri capoluoghi regionali, in particolare Frosinone e Latina.

Tra i Comuni “disobbedienti” c’è anche Guidonia Montecelio, recente protagonista di due episodi che è difficile commentare restando lucidi. Il primo, la notte fra il 22 e il 23 gennaio 2009, che ha coinvolto una coppia di ragazzi: lui picchiato e lei stuprata probabilmente da un gruppo di stranieri dell’Est Europa. L’altro avvenuto sabato 24 gennaio 2009, dopo il corteo di Forza Nuova, quando una ventina di giovani italiani hanno pestato selvaggiamente un gruppetto di stranieri. Un botta-risposta che sta già suscitando reazioni a Roma e in provincia, rafforzando la tesi e le paure delle amministrazioni locali.

“Nessuno s’azzardi a parlare di un campo nomadi”, dice uno degli aggressori davanti ad un bar di Guidonia, la sera di domenica 25 gennaio 2009, “siamo uniti e lo rifaremo, se necessario”, conclude poi.

Intanto è proprio il premier in carica, Silvio Berlusconi, a commentare lo stupro di Guidonia sottolineando che “anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare”. E intanto a Palazzo Chigi si rafforza l’ipotesi di raddoppiare le Forze militari in campo, per dare maggior sicurezza ai cittadini – che pare abbiano apprezzato la manovra – e, d’altra parte, fornire sostegno a quelli già operativi nel territorio.

Intanto, dicevamo all’inizio, il sindaco di Roma Gianni Alemanno si prepara a questo ultimo giro di boa. Il più delicato e difficile, perché si tratterà non solo di rendere ufficiali i nuovi poli d’insediamento, ma di procedere agli spostamenti e alla sistemazione. E intanto Achille Serra, senatore PD nonché ex prefetto di Roma, sottolinea la sua profezia di qualche anno fa: “se non si risolve la questione dei campi rom – attraverso l’integrazione e il dialogo – l’insofferenza si trasformerà in razzismo”. E per quanto riguarda l’ipotesi di Berlusconi sulle Forze Armate ricorda che “la sicurezza non si fa con l’Esercito”, in questo modo “non si evitano i fatti di questi giorni”.

 

Fonte: (tratto da www.abitarearoma.net)

Campi rom: i giorni di fuoco di Gianni Alemannoultima modifica: 2009-01-27T07:18:52+01:00da mizio1267
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